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"Believe To Be Alive" al via il progetto sociale-sportivoVersione stampabile


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E’ stato presentato nella sede Rai di viale Mazzini “Believe To Be Alive”, progetto sociale-sportivo per il quale sono intervenuti gli atleti testimonial della tre giorni promozionale, la velocista Oxana Corso ed il cestista Matteo Cavagnini, il Presidente della Rai Annamaria Tarantola, il Direttore di Rai Sport Carlo Paris, il Presidente Luca Pancalli, il Presidente del Coni Giovanni Malagò, il Presidente dell’Inail Massimo De Felice, il Segretario Generale del Cip Marco Giunio De Sanctis e il Presidente del Comitato organizzativo di Believe To Be Alive Franco Sciannimanico.
“Mi ha colpito questa parola, ‘Believe’ – dice Annamaria Tarantola-, che evoca fede in Dio, in se stessi,nella società, ha una carica di significati molto importanti. Crediamo in questa iniziativa, di rilievo e spessore culturale: lo sport è un potente strumento di recupero, di voglia di andare avanti e di gioia. Tutti e tre i giorni dell’evento saranno seguiti dalla Rai e portati nella casa di tutti i cittadini. Oggi ho il piacere di annunciare in anteprima il protocollo d’intesa tra Rai e Cip, in virtù del quale l’azienda sarà sponsor di maglia del Comitato, lo affiancherà dando visibilità su Rai Sport non solo alle Paralimpiadi, ma a tutti gli eventi internazionali degli atleti paralimpici che avranno sulla maglia il logo Rai. Per noi sarà un grande orgoglio celebrare questo matrimonio, e assolvere l’impegno di servizio pubblico che sappia aggiornarsi e diffondere lo sport tra i disabili”.

Giovanni Malagò

Il Presidente Giovanni Malagò ha voluto sottolineare il valore sociale dello sport, amplificato ancor di più se si parla di sport praticato dalle persone disabili: “Torno da Milano, dove ho visitato realtà che hanno fatto molto in fatto di impegno sociale, per sensibilizzare sul tema della sla, per esempio. Con Luca parliamo spesso di quanto sia importante investire sul mondo della disabilità e del paralimpismo, oggi va di moda, scusate il termine, parlare di questi temi, ma questa collaborazione con la Rai sdogana in modo formidabile il mondo paralimpico, realizza quella pari dignità che deve avere il mondo del paralimpismo, insieme a quello dell’olimpismo. L’ho già detto tante volte, ci dobbiamo unire, oggi siamo fratelli, cugini, dobbiamo diventare due facce della stessa medaglia, dando dignità paritetica a Cip e Coni, con le rispettive caratteristiche e specificità, ma con la stessa identica dignità. Sarà anche una strategia utile per gli investimenti degli sponsor, oggi molto interessati a investire su sport e sociale, ma mi riferisco anche agli investimenti strutturali, sull’ impiantistica, perché si fa sport già negli stessi luoghi”.
Massimo De Felice, numero 1 dell’Inail, ricorda la lunga amicizia tra i due enti: “L’Inail partecipa con grande ardore a questa iniziativa: lo sport paralimpico è nella tradizione del nostro Istituto, sin dalle Paralimpiadi di Roma 1960, quando gli atleti correvano con il logo dell’Inail. Lo sport per noi ha valore in sé, non solo agonistico. Ancora ricordo la lezione datami da un atleta a Londra 2012: ‘l’interesse per ciò che faccio diventa maggiore rispetto alla riflessione su ciò che sono’, questo dà il senso profondo della nostra azione: per noi lo sport è mezzo e strumento di reinserimento, oltre che di riabilitazione. Per noi è importante che nei centri di riabilitazione arrivino persone con vocazione sportiva, a Budrio sfruttiamo lo sport, ad oggi circa 2000 infortunati sul lavoro sono tesserati con qualche Federazione Sportiva, avvicinare allo sport è una delle tante attività che l’Inail svolge ma è profondamente strategica dal punto di vista sociale”.

Carlo Paris

Il Direttore di Rai Sport Carlo Paris lancia la sua linea editoriale, che è quella del Presidente Tarantola: “E’ sempre stato un sogno per me quello di poter parlare non solo degli sport maggiori, dei miliardari, ma di tutti gli sport e soprattutto dei valori che ci sono dietro. Oggi da direttore questo sogno deve diventare un impegno. Non esistono solo gli ascolti per un servizio pubblico, ai miei ai nostri figli vorrei arrivassero i valori di tante persone che nella vita superano le difficoltà e ce la fanno. Quale messaggio migliore da consegnare ai nostri ragazzi. La Rai è stata a fianco degli sport paralimpici e ci sarà sempre, mi auguro anche su una rete generalista, perché lo merita”.

Luca Pancalli

Di sport in grado di cambiare la vita e innalzare il valore culturale di un Paese, ha parlato Luca Pancalli: “Oggi celebriamo non tanto un evento promozionale, quanto una fondamentale tappa del lungo viaggio che abbiamo cominciato tanti anni fa. Il nostro mondo è fatto di tanti ragazzi disabili che ancora non sanno di poter diventare campioni, grazie alla Rai che ha scelto, con questo Protocollo, di investire su di noi, di sposare la propria immagine ai nostri valori, alla forza di credere in se stessi. Si sarebbe fermata la crescita culturale del paese se noi disabili non avessimo creduto nel valore di una società che può cambiare attraverso lo sport. Accanto a me ho Oxana Corso, straordinaria atleta, con la divisa delle Fiamme Gialle, gruppo sportivo al quale appartiene. Era il mio sogno da atleta e da dirigente sportivo quello di vedere ragazze e ragazzi disabili indossare la divisa di un corpo militare dello Stato: oggi è realta’. Come ci ricorda la divisa indossata dal Colonnello Punzo, seduto di fronte a me, in carrozzina dopo aver servito con onore la Patria, ora atleta paralimpico del gruppo sportivo della Difesa: fino a pochi anni fa queste idee potevano sembrare fantascienza, ora sono splendida realta’. Come ci ricordano queste divise, oggi abbiamo sfondato una barriera: fino a pochi anni fa l’idea di aprire un gruppo sportivo paralimpico nella Difesa, era fantascienza. Oggi i militari con disabilità rappresentano l’ennesimo esempio per il nostro Paese. Loro sono la dimostrazione che facciamo qualcosa di molto più importante che non solo sport, che abbiamo messo in moto il motore della trasformazione culturale del nostro Paese”.

“Questo evento non rappresenta solo una grande vetrina ma anche un mezzo per avvicinare tante persone allo sport – ha commentato Franco Sciannimanico, Presidente della FITeT e del Comitato Organizzatore di Believe To Be Alive – uno straordinario strumento di inclusione sociale ed un grande pretesto per diffondere i valori positivi legati allo sport”.



03/10/2014

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